
Roma, 4 giugno 2004
COMUNICATO STAMPA
Oggi in sciopero i medici di medicina generale, che protestano contro il
sottofinanziamento del Ssn, la devoluzione "spinta" e il mancato
rinnovo della convenzione
MEDICI DI FAMIGLIA: QUASI TOTALE L'ADESIONE ALLA PROTESTA, NOVE AMBULATORI
SU DIECI SONO RIMASTI CHIUSI
"Anche stavolta i medici di famiglia hanno saputo dimostrare grande
compattezza e sensibilità: oggi oltre il 90 per cento ha aderito allo sciopero
e nove ambulatori su dieci sono rimasti chiusi".
È così che Mario Falconi, segretario nazionale della Fimmg (Federazione
italiana medici di medicina generale), commenta le notizie sull'adesione allo
sciopero che arrivano dalle sedi provinciali del maggior sindacato dei medici
di famiglia.
Uno sciopero che segue quelli già proclamati nei mesi scorsi per protestare
"contro il persistente sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale
e la devoluzione "spinta" - spiega Falconi - ma anche per sollecitare
il rinnovo della convenzione con il Ssn, scaduta ormai da ben oltre tre anni".
Purtroppo "le azioni di protesta fin qui messe in atto, anche insieme con
gli altri sindacati medici, non sembrano essere state sufficienti a far
comprendere alla controparte pubblica, cioè Governo e Regioni, quanto siano
profondi il disagio e le difficoltà della categoria e quanto sia a rischio la
tenuta del Ssn - aggiunge il leader dei medici di famiglia - e perciò temo che
ci dobbiamo preparare a ogni eventualità, anche a forme di lotta ancora più
dure e "innovative" di quelle che abbiamo fin qui attuato, cercando
sempre di ridurre quanto possibile i disagi per i cittadini".
Proprio per questo dopodomani, domenica 6 giugno, si riunirà a Roma il
Consiglio nazionale della Fimmg e in quella occasione i quadri del sindacato
provenienti da tutte le province italiane, decideranno quale linea di condotta
tenere e quali ulteriori forme di protesta attuare qualora non si sblocchi
rapidamente la situazione.