LETTERA APERTA DI UN AMICO E COLLEGA AL
DOTT. SALVATORE SCANDURRA


Quando si dice giustizia sia fatta , certo non si pensa che questa possa essere postuma

Quando si dice giustizia sia fatta , certo non si pensa che questa possa essere  postuma.

 

In un periodo in cui la società sembra aver perso la via della logica nulla ci, o forse è meglio dire  mi, dovrebbe stupire.

 

E così vediamo le liberazioni di ostaggi  a orologeria e Kamikaze  telecomandati, governi che si lamentano dei brogli elettorali delle opposizioni, e amici vilipesi ed irrisi , maltrattati dai quotidiani con articoli scritti da insipienti giornalisti che domani celebreranno proprio quel collega che hanno portato alla esasperazione .

 

Non esagero nel dire che quando ho saputo della assoluzione di Salvatore ho pianto di gioia ma ancor più dalla rabbia.

 

E' stato un amico con cui ho avuto un  rapporto anche conflittuale ma sempre franco, sincero come si addice a chi non nega la differenze ma le utilizza per una crescita collettiva della categoria cui tutti apparteniamo.

 

La sua sofferta vicenda ha rappresentato tutti i medici di famiglia come una categoria esposta al vento della cupidigia ed alla insipienza della collettività.

 

CARO SALVATORE MI MANCANO LE NOSTRE DISPUTE E I TUOI LAMPI DI GENIO,IL TUO SARCASMO E LE NOSTRE RISATE .  

 

Stefano Gabusi