Quando si dice giustizia sia fatta , certo non si pensa che
questa possa essere postuma.
In un periodo in cui la società sembra aver perso la via
della logica nulla ci, o forse è meglio dire mi, dovrebbe stupire.
E così vediamo le liberazioni di ostaggi a orologeria e
Kamikaze telecomandati, governi che si lamentano dei brogli elettorali
delle opposizioni, e amici vilipesi ed irrisi , maltrattati dai quotidiani con
articoli scritti da insipienti giornalisti che domani celebreranno proprio
quel collega che hanno portato alla esasperazione .
Non esagero nel dire che quando ho saputo della assoluzione di
Salvatore ho pianto di gioia ma ancor più dalla rabbia.
E' stato un amico con cui ho avuto un rapporto
anche conflittuale ma sempre franco, sincero come si addice a chi non nega
la differenze ma le utilizza per una crescita collettiva della categoria cui
tutti apparteniamo.
La sua sofferta vicenda ha rappresentato tutti i medici di
famiglia come una categoria esposta al vento della cupidigia ed alla insipienza
della collettività.
CARO SALVATORE MI MANCANO LE NOSTRE DISPUTE E I TUOI LAMPI DI
GENIO,IL TUO SARCASMO E LE NOSTRE RISATE .
Stefano
Gabusi