Medici di base, consenso e ricette: garanzie per i
cittadini senza burocrazia. Lettera del Garante al Ministro Sirchia
Con riferimento ad alcune recenti polemiche relative all'applicazione del nuovo
Codice al settore sanitario, l'Autorità garante ha inviato al prof. Sirchia,
Ministro della salute , una nota di ringraziamento per la collaborazione
prestata.
Con la lettera, l'Autorità ha ringraziato il Ministro per i commenti
espressi in una lettera dell'8 gennaio, circa il percorso di crescita di
una cultura del rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone
interessate dai trattamenti di dati.
Il Garante ha poi:
- rinnovato la
disponibilità di collaborazione al Governo ed al Parlamento
per la razionalizzazione in materia di sanità prevista dal Codice appena
entrato in vigore, confermando il proprio impegno nella delicata fase
di prima attuazione del Codice per ricercare, anche nella prassi
applicativa, ogni soluzione utile per garantire diritti e libertà
fondamentali nel rispetto del principio di semplificazione (art. 2 del
Codice);
- precisato
che, con la collaborazione degli operatori sanitari, l’Autorità definirà a
breve un modello semplificato di informativa agevolmente utilizzabile
anche dai medici di base senza approcci burocratici (artt. 13, comma 3, e
78, comma 3);
- anticipato
che suggerirà agli operatori sanitari formule sintetiche e colloquiali per
raccogliere gli eventuali consensi, anche in questo caso nell'ottica di
prevedere garanzie efficaci anziché inutili soluzioni formalistiche, e
tenendo presenti le varie situazioni nelle quali, dal 1° gennaio scorso,
il consenso non è più necessario o può essere differito per assicurare la
tempestività e l’efficacia della prestazione medica;
- confermato
che è già a buon punto un proficuo confronto con la FNOMCeO per permettere
ai medici di base di non doversi privare dei dati dei propri assistiti che
non dovessero entrare in contatto con essi entro il termine transitorio
del 30 settembre 2004;
- manifestato l'impegno
a fornire a breve termine altri chiarimenti per porre fine agli allarmismi
ingiustificati che si sono creati, specie per i medici di base, a
proposito delle misure per rispettare la dignità e la riservatezza delle
persone nelle sale d’attesa e riguardo alla notificazione dei trattamenti
di dati al Garante;
- anticipato
che le misure da adottare per tutelare le persone nelle situazioni di
promiscuità o in occasione di prestazioni sanitarie, in attuazione
dell’art. 83 del Codice, interesseranno solo le strutture sanitarie e non
le anticamere di singoli medici di base, i quali hanno un rapporto diverso
e più personalizzato con i propri assistiti;
- precisato
che la stessa notificazione al Garante, già notevolmente ridotta a
pochissimi casi dal Codice, non interesserà l’intera categoria dei medici
di base, riguardando esclusivamente alcuni particolari trattamenti di dati
suscettibili di arrecare pregiudizio ai diritti e alle libertà delle
persone e per i quali, in ossequio al chiaro dettato comunitario, è però
irrinunciabile una trasparenza quale che sia l’operatore sanitario. Anche
per questo aspetto l’Autorità interverrà con specifici chiarimenti ed
eventuali semplificazioni (art. 37, comma 2). E’ comunque già da escludere
che si tratti di un adempimento gravoso: riguarda infatti solo una tantum
l’intera attività svolta e non certo, caso per caso, ogni singolo rapporto
con i pazienti;
- ringraziato
il Ministero della ulteriore collaborazione che si svilupperà, entro il 1°
gennaio 2005, sulla disciplina delle ricette mediche, fiduciosa del fatto
che anche in questo caso si individueranno modalità attuative ragionevoli
e praticabili per attuare le doverose scelte di garanzia più volte
confermate dal Governo e dal Parlamento.