Servizio Sanità Pubblica Assessorato
Sanità
Bologna, 12 giugno ’02
Ai Responsabili
Dipartimenti Cure Primarie delle Aziende USL della Regione Emilia‑Romagna
e p.c. Alle
O.O.S.S.
Loro Sedi
Oggetto:
Epidemia di morbillo in Italia: controllo della diffusione e vaccinazione dei
contatti.
Come probabilmente già sapete, è in corso una importante epidemia
di morbillo in alcune regioni dell'Italia centrale e meridionale, in
particolare in Campania. L'Istituto Superiore di Sanità ha stimato che in
questa sola Regione si siano verificati circa 15 mila casi di morbillo che
hanno causato 250 ricoveri e 3 decessi.
I risultati della recente campagna di vaccinazione contro il
morbillo, che ha visto coinvolti attivamente i servizi di vaccinazione delle
Aziende USL, i pediatri e spesso anche i medici di medicina generale, ha
permesso di raggiungere livelli di protezione tali da scongiurare il pericolo
di una epidemia.
Si stanno però verificando, anche nella nostra regione, un numero
relativamente elevato di casi di morbillo: da gennaio a oggi 79 casi (dato
provvisorio e non completo). Durante il precedente anno epidemico, il 1997,
quando le coperture vaccinali regionali corrispondevano all'87%, i casi in
Emilia‑Romagna sono stati 1.106. Negli ultimi tre anni interepidemici
sono stati segnalati 31 casi nel 1999, 24 nel 2000 e 36 nel 2001.
La maggior parte di questi casi sono direttamente collegati con
l'epidemia che sta colpendo altre regioni (viaggi al sud o visita di parenti) e
interessa anche adolescenti e giovani adulti. Non si hanno al momento notizie
di focolai epidemici di una certa dimensione, a dimostrazione che i livelli di
copertura raggiunti non permettono la circolazione della malattia nella nostra
regione.
Le coperture vaccinali nei 2000 hanno raggiunto un valore
complessivo regionale dei 90,4%, sicuramente molto rassicurante, ma che non
esclude il rischio di diffusione della malattia specie nei distretti con i
valori di copertura più bassi (range distrettuale dal 73,7% al 98,5%).
In questa situazione di aumentata incidenza è fondamentale
la notifica tempestiva dei casi di morbillo per consentire ai servizi di sanità
pubblica di prevenire nuovi casi ed evitare il diffondersi dell'epidemia.
Una volta segnalato il caso, sarà opportuno eseguire
conferma di laboratorio mediante sierologia (Igm e lgG) come indicato in
situazioni come la nostra, di bassa incidenza della malattia.
La vaccinazione eseguita
entro 72 ore dal presunto contagio, può prevenire l'insorgenza della malattia;
il rischio di malattia in un contatto familiare suscettibile è dei 90%.
Per poter offrire la
vaccinazione a tutti i contatti suscettibili che abbiano una età superiore ai 6
mesi in tempo utile è essenziale una notifica tempestiva.
Si invitano pertanto i dipartimenti Cure Primarie ad informare
della presente nota i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta
a segnalare il più rapidamente possibile (il giorno stesso) ai servizi Igiene e
Sanità Pubblica delle Aziende USL ogni caso sospetto di morbillo al fine di
intervenire efficacemente.
La comunicazione potrà awenire per via telefonica, fax, o
attraverso e‑mail. La segnalazione, con qualsiasi modalità venga
effettuata, sostituisce di fatto la notifica per via cartacea, che in questo
caso non sarà necessaria.
A seguito della segnalazione il personale sanitario della Azienda
USL si metterà in contatto con la famiglia dell'ammalato per individuare gli
eventuali contatti suscettibili all'infezione e provvedere rapidamente alla
loro vaccinazione.
Appare opportuno, infine, ricordare che la notifica di malattia
infettiva da parte dei medici è anche un obbligo di legge (art. 253 e 254 dei
testo unico delle leggi sanitarie ‑ R.D. 27 luglio 1934 e Decreto Min.
San. dei 15.12.1990).
Si ringrazia per la collaborazione e si porgono distinti saluti.
li Responsabile
Pierluigi Macini