Pronto soccorso

settembre 17, 2018 in Case della salute, Continuità Assistenziale, Criticità del SSR

Siamo ancora qui a parlare del sovra affollamento dei Pronto soccorso ed ancora una volta sui giornali sono tirati quotidianamente in ballo i Medici di famiglia. Ancora una volta, nella superficialità che caratterizza il pensiero di molti, si attribuiscono responsabilità prima ancora di aver analizzato il problema: forse si pensa, semplificando la realtà, che i Medici di famiglia dovrebbero gestire i pazienti critici senza utilizzare le indagini e gli accertamenti che il Pronto soccorso e le Linee guida giudicano indispensabili ?

Siamo proprio sicuri che i “codici bianchi” debbano e possano essere gestiti tutti sul “territorio”, senza la disponibilità di diagnostica, senza accertamenti ?

Quando per definire le diagnosi servono accertamenti che, con le normali procedure, fuori dal Pronto soccorso, sarebbero possibili in  settimane o mesi,  dove pensate che andrà a rivolgersi l’assistito?

Riteniamo indispensabile che siano messi a disposizione dei MMG set di accertamenti strumentali e di laboratorio atti ad affrontare problemi clinici potenzialmente allarmanti. Da sempre chiediamo un qualche percorso privilegiato per i casi da “risolvere in giornata”, ma dagli amministratori un silenzio assordante!

Un banale esempio: se sospetto una severa anemia ed il referto arriverà, se va bene, tra cinque sei giorni, cosa vorreste che io consigliassi a vostro figlio, se non di andare in PS ?

La continuità assistenziale dei medici di famiglia sul territorio esiste da anni, le forme associative dei Medici di famiglia sono attive da un minimo di sette ore sino alle dodici ore al giorno, in tutta la provincia di Bologna e coinvolgono la stragrande maggioranza della popolazione, ma meglio non saperlo, per qualcuno è sempre meglio parlare di grandi e costosi edifici, di grandi strutture, di Case della salute piuttosto che delle vere risorse sanitarie.

Pensiamo che proprio attraverso l’associazionismo dei Medici di famiglia si possano produrre servizi territoriali in grado di assicurare una media intensità di cure in modo da limitare, in caso di riacutizzazioni minori nei pazienti cronici, l’afflusso in Pronto Soccorso.

E poi, forse alla base del sovra affollamento vi sono gli organici carenti dei PS e quindi un qualche difetto nella programmazione sanitaria?

 

FMV