Quanto costa un foglio di carta?

agosto 1, 2016 in sanità on line

Quando si affronta il problema di come ridurre o razionalizzare le spese, in qualunque ambito, non è facile mantenere una visione distaccata e obiettiva.

Per restare nel settore Sanità, è esperienza quotidiana sentire ripetere esempi e luoghi comuni che, anche se hanno qualche elemento di verità, dimostrano una scarsa conoscenza dei problemi nella loro complessità.

Quando si vuole metter mano ad azioni di contenimento della spesa, in un modo nell’altro, nessuno vorrebbe agire sul livello delle prestazioni offerte (farmaci, ricoveri, terapie,…). Intervenire sulle strutture, con chiusura di ospedali e strutture, comporta non pochi problemi, e presuppone la messa in opera di soluzioni alternative e ristrutturazioni dei servizi.

Sembrerebbe, a questo punto, che le uniche azioni che potrebbero essere attuate senza rischio di scontentare l’utenza o gli stessi operatori, siano quelle tese alla razionalizzazione ed eliminazione degli sprechi.

A questo riguardo, da almeno dieci anni ho ripetutamente segnalato, ai più disparati livelli, un oggettivo spreco di materiale di consumo di cancelleria (carta e inchiostro).

Tutti abbiamo avuto in mano qualche referto di laboratorio con i risultati di esami biochimici; di norma, per ogni prelievo, vengono effettuati da 5 a 10 esami, e i risultati occupano due o tre fogli. Quasi sempre, però, nella busta, c’è un terzo o quarto foglio, in cui è stampata solamente l’intestazione, senza nessun dato vero e proprio. Di fatto, dove basterebbero due fogli, ne vengono usati tre; e dove ne basterebbero tre, ce ne è un quarto inutile.

Ben poca cosa, un foglio di carta ! Ma proviamo a fare un po’ di conti.

Ogni settimana, almeno 10.000 utenti eseguono esami; un foglio sprecato per ciascuno, significa 10.000 fogli alla settimana; 500.000 mila in un anno. Si tratta di mille risme di carta da 500 fogli l’una. Al costo di 3 euro l’una, fa 3.000 euro. Sappiamo che il costo del toner è usualmente il doppio, o il triplo di quello della carta…ed ecco che possiamo tranquillamente ipotizzare uno spreco annuo di 8-10.000 euro.

Certo, nessuno pensa che risolvendo questo piccolo, piccolissimo, problema, avremo risolto la crisi della Sanità italiana.

Ma la cosa inquietante è che si tratta di un problema che, come detto, ho personalmente segnalato, più e più volte, ai più disparati livelli. Fino alla Direzione sanitaria dell’Azienda e del Policlinico. Sempre, ovviamente, suscitando qualche sorriso, ma sempre, anche, ottenendo il riconoscimento del problema, e la promessa di un rapido intervento. A tutti appare chiaro che basta modificare le istruzioni del centro di stampa del laboratorio Centralizzato, e…il problema è risolto.

Sta di fatto che in dieci anni, nessuno è riuscito a scoprire chi, e in quale ufficio, ha il potere di intervenire in quello che è palesemente un problema di programmazione di una semplicità disarmante. Eppure, nonostante la “buona volontà” di tutti, siamo ancora lì, di fronte a referti di laboratorio di tre pagine, con la terza pagina inutile. E a forza di centesimi, settimana dopo settimana, anno dopo anno, se ne sono andati forse centomila euro. Che non sono più argomento da liquidare con un sorrisetto.

Enrico Delfini