Esenzioni e fasce di reddito, nuove difficoltà per i pazienti, per i medici altra burocrazia … FIMMG Bologna scrive al Direttore generale …

febbraio 1, 2015 in appropriatezza, Bologna, Circolari, Lettere Aperte, Notizie, Province, Senza categoria

scartoffieAl Direttore generale ASL Bologna
Dott. Francesco Ripa di Meana

Al Direttore generale ASL Imola
Dott.ssa Maria Lazzarato

p.c. :

Al
Sig. Prefetto della provincia di Bologna
Direttore Agenzia delle Entrate della provincia di Bologna
Comitati consultivi misti ASL Bologna
Comitati consultivi misti ASL Imola
Federanziani provincia di Bologna
Segreterie provinciali CGIL- CISL-UIL
Segreteria provinciale ANAAO
Segreteria provinciale SUMAI
Tribunale dei diritti del malato

A tutti i Medici di medicina generale della provincia di Bologna

Loro sedi

Oggetto: disposizioni relative alla applicazione dei codici fascia di reddito da parte dei Medici prescrittori. (rif.: Circolare 3211 DCP ASL Imola; circolare 9070 DCP ASL Bo; circolare Regione E\R PG \14\450572)

Spettabile Direttore, con la nota in oggetto a firma del Direttore del Dipartimento cure primarie dell’Azienda sanitaria che lei dirige, sono state date disposizioni relative alla applicazione dei codici fascia di reddito (R01; R02; R03 …).

Nelle circolari relative all’oggetto si afferma che, dal 1 Febbraio’15, non sarà più consentito al cittadino compilare il campo relativo alla fascia reddituale e che questa dovrà essere riportata solo dal medico prescrittore.

Come è noto, per quanto riguarda gli studi dei medici di medicina generale, questi sono collegati al sistema SOLE e l’apposizione dei codici di reddito è un automatismo non “forzabile” dal medico e curato per via telematica dalla società CUP 2000. Eventuali errori ed omissioni non potranno quindi essere materialemente imputati o corretti dal medico prescrittore il quale ha come solo onere, così come previsto dalle vigenti intese, quello di scaricare periodicamente quanto inviatogli dai sistemi telematici.

In caso quindi, di difformità, i medici non potranno far altro che rinviare tempestivamente, con evidenti disagi, agli sportelli CUP – ASL i cittadini, per le necessarie correzioni.

Nelle stesse missive, con probabile riferimento alle prescrizioni non automatizzate e quindi redatte al domicilio, in studi non telematizzati o qualora le linee non fossero disponibili … si afferma che in carenza di apposizione della fascia di reddito, da parte del medico: “gli sportelli CUP – Cassa, farmacie, parafarmacie …dovranno considerare il cittadino come appartenente alla fascia di reddito più alta …”. Riteniamo necessario porre all’attenzione, anche della pubblica opinione, disposizioni come questa che ci appaiono punitive e lesive dei diritti di quei cittadini, soprattutto i più fragili, i quali non sempre sono in grado di produrre al medico, nel tempo di una visita, un’idonea documentazione attestante la loro posizione relativamente agli obblighi di contribuzione alla spesa sanitaria. Inutile aggiungere perplessità e dubbi, persino di legittimità, circa i contenuti della circolare in oggetto, secondo la quale debbono essere gravati di oneri impropri pazienti spesso appartenenti alle fasce più deboli della popolazione, esclusivamente per motivi formali.

Sempre nelle circolari in oggetto si legge anche: ” per i cittadini residenti in altre regioni, il medico applicherà le regole prescrittive della nostra Regione dopo aver assunto le necessarie informazioni … quindi apporrà la fascia di reddito. Al cittadino verrà poi fatta compilare l’autocertificazione …”. Quest’ultima disposizione appare veramente di difficile e farraginosa applicazione. Spontanee sorgono, infatti, alcune considerazioni: in pratica il medico, magari al letto del malato, oltre all’anamnesi medica, dovrà anche affrontare una attenta anamnesi reddituale, per poterla poi traslare nella fascia reddituale prevista dalla normativa della Regione Emilia Romagna e successivamente, al paziente, verrà richiesto di compilare la prevista autocertificazione.
In sostanza al medico è richiesto di attestare ciò che il paziente non ha neppure ancora deciso di autocertificare. Anche in questo caso, pare possa porsi un qualche dubbio di conformità con le vigenti normative.

Nell’ultima frase riportata, inoltre, è omesso e rimane quindi poco chiaro, il soggetto che dovrà far compilare l’autocertificazione…

In attesa dei necessari chiarimenti, porgo distinti saluti

Il Segretario Generale provinciale Fimmg Bologna
Fabio M. Vespa