Verso lo sciopero dei MMG

aprile 9, 2015 in Accordi, Attività sindacali

 

Cari Colleghi, come certamente avrete saputo, ormai da mesi si trascina un’estenuante trattativa per il rinnovo della Convenzione nazionale che vede le parti in un’insanabile contrapposizione.

In estrema sintesi, secondo la Parte Pubblica, il nuovo Accordo collettivo nazionale dovrebbe vedere il superamento di tutte le forme associative territoriali ed il riutilizzo di tutte le indennità e degli incentivi ora erogati, “secondo modalità definite dalle Regioni”, finalizzandoli allo sviluppo “strutturale ed organizzativo, per finanziare i fattori produttivi” delle nuove forme associative (AFT, UCCP). Tanto per chiarire, nella nostra Regione, parti non marginali della retribuzione dei MMG, dovrebbero pagare i costi degli edifici deputati a divenire Case della Salute, oltre che a finanziarne l’organizzazione interna.

Non solo, anche tutte le altre quote variabili della nostra complessa Convenzione nazionale, dovrebbero essere “riassorbite” dalla successiva contrattazione regionale, riducendo, di fatto, il quadro normativo ed economico di riferimento, ai soli meccanismi sanzionatori ed al riconoscimento di una immodificata quota capitaria.

Sempre nella piattaforma della Parte Pubblica si afferma che, nel caso i successivi Accordi regionali non fossero siglati nell’arco di dodici mesi, saranno interrotti “unilateralmente” dalle Regioni tutte le componenti economiche dette “variabili e per servizi”. Ovviamente ciò metterebbe le delegazioni sindacali nelle condizioni di non poter nulla negoziare, se non assumendosi la responsabilità di una possibile perdita di oltre il 50 % del complesso degli emolumenti.

Non possiamo neppure trascurare che, a seguito del perdurare o dell’affermarsi delle impostazioni sopra descritte, si produrrebbero gravi danni al nostro sistema previdenziale attraverso una riduzione della massa salariale complessiva, dalla quale, come certamente saprete, derivano le attuali garanzie previdenziali. Danni peraltro già in essere, vista la prolungata sospensione delle quote relative al così detto “Fondo di ponderazione”.

In questo scenario, di progressiva e metodica spoliazione dei contenuti dell’A.C.N., suscita grande perplessità l’immobilismo invocato da alcune sigle sindacali, in genere pugnaci, che pare si propongano, come unico obbiettivo, quello di antagonizzare le iniziative proposte e portate avanti della FIMMG.

Nella realtà emiliano romagnola, a quanto sopra sommariamente illustrato, si aggiungono obbiettivi di assistenza pubblica, caratterizzati da una libera interpretazione, tutta locale, di modelli assistenziali della cronicità, aventi lo scopo di spostare – superare il rapporto di fiducia del cittadino col proprio Medico di medicina generale.

Sovraccarico burocratico, complessità informatiche, patient summary e persino la trasformazione dei nostri studi negli “uffici postali” per la telematizzazione delle certificazioni da altri omesse … sono parte di un unico progetto teso a sottrarre tempo e risorse professionali alla doverosa assistenza ai cittadini. Nel frattempo: gestione infermieristica di strutture sanitarie territoriali, ambulatori per patologia a conduzione infermieristica, trattamenti farmacologici su prescrizione infermieristica, concludono il disegno teso a trasformare il MMG in un burocrate, piuttosto che in un coordinatore dell’assistenza, in un “consulente” occasionale sottoposto ad ordini di servizio, piuttosto che nel costante riferimento sanitario degli assistiti.

 E’ in questo contesto che la FIMMG ha dichiarato per il 12 Maggio una giornata di sciopero nell’ambito di due settimane di agitazione che partiranno, salvo novità dell’ultima ora, dal 4 Maggio p.v..

Non mancheremo nei prossimi giorni di dare indicazioni precise su come, nelle due settimane di mobilitazione, andremo ad attuare una rigorosa applicazione della normativa contrattuale relativamente agli orari degli studi ed ai compiti previsti dalle vigenti intese.
Nel periodo di agitazione, lo scopo che ci proporremo sarà anche quello di consentire ai cittadini di valutare cosa significherebbe non poter contare sul costante e preciso riferimento del proprio Medico di fiducia.

Riteniamo che questa non sarà l’unica iniziativa di lotta alla quale saremo costretti e che solo la coesione della Categoria potrà portare al superamento di questi difficili momenti.

Siamo comunque certi che i politicanti ed i tecnocrati di questo progetto, volto alla distruzione del rapporto con il Medico della persona, non hanno e non avranno il consenso dei cittadini italiani.

Dovremo fare in modo che se ne accorgano!

Il Segretario provinciale Fimmg Bologna

Fabio M. Vespa