ASL Bologna: anomalie anche nei report sui pazienti post infarto (riceviamo e volentieri pubblichiamo)

novembre 19, 2013 in Bologna, Lettere Aperte, Senza categoria

Scartoffie

 

Nelle riunioni sindacali si è dato molto peso, a mio avviso giustamente, all’ Audit quale strumento di crescita culturale della Categoria. Tanto peso che questa pratica è entrata nella nostra contrattualità: Audit per i pazienti post infarto miocardico, riunioni di Nucleo di cure primarie sui profili di nucleo etc.

Ebbene vi porto l’esempio che mi riguarda e poi mi direte cosa dovrei pensare!

Audit per i pazienti post infarto come strumento di crescita: risultati prescrittivi più che discreti dopo il primo step 2004-2008 e, secondo l’Azienda sanitaria, peggiorati successivamente nel periodo 2009-2012. La cosa non mi convinceva e ho chiesto ad un Funzionario chiarimenti circa le diagnosi di dimissione dei pazienti che mi erano stati attribuiti con infarto nel quadriennio 09-12 .

Vi faccio una sintesi:

mi erano stati attribuiti 4 nuovi casi di IMA/SCA  sui quali la mia prescrizione,  sia di terapia che di follow up, era scarsa, facendomi peggiorare i risultati complessivi…..sorpresa dopo i vari controlli: NESSUNO dei suddetti pazienti aveva avuto una diagnosi di infarto miocardico e addirittura, uno di loro non è mai stato neppure ricoverato, ma aveva effettuato soltanto una TAC al ginocchio ambulatorialmente.

Che dire … io il selfaudit come vedete, me lo sono fatto…ma l’azienda che aiuto ci da? I report chi li fa? E quando fai notare “l’errore” possibile che la risposta sia testualmente: “come talvolta accade sono codifiche “generose” del grande mondo delle sindromi coronariche, a volte ci stanno, a volte un po’ meno.”

Come si fa a fare degli audit seri sulla base di report così poco affidabili?

Si chiede la collaborazione e quando la dai, cosa accade?

Non ridete perchè ci sarebbe (anzi c’è) da piangere, visto che son soldi sprecati dei contribuenti quindi anche miei e vostri!

Livio Franco